P. Henry aveva un amore ardente ed un grande entusiasmo verso l’Eucaristia. Vivere con lui per due anni a Valencia (2014–2016) è bastato per vedere il suo intenso amore verso la reale presenza di nostro Signore nell’Eucaristia. Voglio condividere due esempi in cui manifestò il suo grande amore e stupore nei confronti di Gesù Eucaristia.
Che cos’è questo?!
In almeno tre o quattro occasioni P. Henry iniziò la propria omelia dicendo: «Bene, prestate tutti attenzione a ciò che sto per fare». Poi si avvicinava alla credenza per prendere la particola non consacrata, affinché tutti potessero vederla. Con quella in mano, iniziava a camminare verso i banchi per chiedere ai bambini del catechismo: «Che cos’è questo?». La maggior parte diceva: «Il Corpo di Cristo». Il Padre rispondeva con un forte: «No!». Dopo andò dal bambino successivo: “Che cos’è questo?”, ma il ragazzino scrollò le spalle. P. Henry, frustrato, esclamò: «Dai, ragazzi! Che cos’è questo?». Alla fine un bambino disse: «Pane».
Quindi P. Henry con gioia e sollievo disse: «Sì! Sì! È pane! Ora… è pane, ma nel momento della Consacrazione, quando dirò: “Prendete, e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo, offerto in sacrificio per voi”, e io lo alzerò, in quel momento si trasforma in Gesù!».
P. Henry voleva sottolineare che questo è il Miracolo più grande che avviene sull’altare. Dopo la Consacrazione, P. Henry non avrebbe trattato l’Ostia Consacrata come durante la sua omelia. Quando arrivava il momento della Consacrazione, il Padre preparava le persone ad entrare nel Mistero basandosi sulla propria predica: «Ora è il momento in cui questo pezzo di pane si trasformerà in Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo».
E mentre elevava Gesù Eucaristia, contemplandoLo alcuni secondi e in seguito abbassandoLo con tanta delicatezza, sapevi che era appena successo qualcosa di trascendente, e che quello non era un pezzo di pane.
Difesa dell’Eucaristia
Durante la distribuzione della Santa Comunione, abbiamo l’abitudine che i chierichetti usino un piattino per evitare che la Particola consacrata o alcuni suoi piccole frammenti cadano a terra.
Ricordo un’occasione in cui P. Henry stava purificando i vasi sacri, e quando terminò il canto alla Comunione, con grande gioia disse al microfono:
«Guardate, il nostro chierichetto, Walter, ha evitato che nostro Signore cadesse a terra. Ha evitato che non uno, bensì tre frammenti dell’Ostia Consacrata, cadessero a terra. Ottimo lavoro, Walter!».
P. Henry era sbalordito dall’umiltà di Gesù, che si rendeva tanto piccolo e vulnerabile in quei piccoli frammenti dell’Ostia. È umiliante dire che nostro Signore si affida ai Suoi sacerdoti e si lascia trattare con irriverenza.
Con P. Henry, al contrario, sapevi che trattava nostro Signore con delicatezza e spirito di fede e di amore.





