Conobbi P. Henry nel 2005. All'epoca io avevo 13 anni. Nelle sue omelie esprimeva una tale certezza dell'amore di Dio per me che accese nella mia anima il desiderio di conoscerLo e di amarLo nella mia adolescenza.
Quando era diacono, a volte veniva insieme ai Servi sacerdoti a casa mia per delle riunioni del Focolare della Madre. Ricordo che una volta chiese di poter vedere la stanza di mio fratello adolescente e cercò di convenlo a togliere i poster delle band di musica rock e heavy metal. Riuscì a convencerlo a toglierne uno o due, i più manifiestamente demoniaci. P. Henry trovò il modo di farlo senza far arrabbiare né offendere mio fratello. Non c'è dubbio che lo fece puramente per amore.
Poco dopo aver conosciuto il Focolare della Madre, cominciai a domandare a Dio quale fosse la mia vocazione. Passarono due anni interi senza risposta! A 15 anni cominciai a prendere più sul serio il discernimento. Mi sforzai di rimuovere tutti i possibili ostacoli per ascoltare la voce del Signore, ma Egli rimaneva in silenzio. Man mano passavano i mesi, cominciai a frustrarmi semper di più. Chiedevo spesso consiglio alle Serve o ai Servi.
Una volta, dopo una confessione, P. Henry mi suggerì: «Ogni sera di' alla Vergine Maria: “Madre, dammi luce per conoscere la volontà del Signore e forza per fare ciò che Egli dirà”». In quel momento mi riempii di pace e da allora cominciai tutte le sere a pregare con sincerità questa preghiera alla Madonna.
Quando avevo sedici anni, a metà dell'anno, iniziai a desiderare di andare a Messa più spesso. Diverse volte alla settimana prendevo la macchina per raggiungere l'unica Messa che si celebrava la sera a Naples (Florida, USA), a 45 minuti da casa mia. Presto iniziai ad andare a Messa tutti i giorni. Tuttavia stava per cominciare la stagione atletica e la mia squadra contava su di me. Se avessi scelto l'atletica, non sarei potuta andare a Messa in settimana.
In realtà c’erano molte altre ragioni che mi orientavano a non preferire la Messa quotidiana. Quanto più ci riflettevo, più mi pareva ovvio; eppure, continuavo ad avere sete dell’Eucaristia. Decisi di scrivere a P. Henry per chiedergli il suo parere. Gli scrissi una e-mail con una lunga lista di ragioni per le quali sarebbe stato imprudente e persino irresponsabile da parte mia andare a Messa tutti i giorni, per via delle circostanze. Avrei dovuto lasciare l’atletica e deludere la mia squadra. Avrei dovuto spendere molti soldi in benzina, soldi che in realtà non erano nemmeno miei. Avrei avuto meno tempo per svolgere i compiti, cosa che probabilmente avrebbe potuto significare o meno tempo per dormire, o voti più bassi, perché stavo frequentando diversi corsi di livello universitario che esigevano un’intensa dedizione allo studio. Abbandonare la squadra e prendere dei voti più bassi non avrebbe giocato a mio favore nel modulo d’iscrizione per l’anno seguente. Quella decisione avrebbe potuto avere delle serie conseguenze per il mio futuro! E tutto questo mi avrebbe inevitabilmente portato a trascorrere meno tempo con la mia famiglia.
P. Henry mi respuesta: «Ricevere Gesù nell'Eucaristia tutti i giorni merita questo e molto di più!». Semplice, ma assolutamente irrefutabile. Se avesse risposto in un modo più comprensivo, se avesse lasciato la decisione nelle mie mani come se non esistesse una “risposta corretta”, credo che non avrei avuto la forza per scegliere di andare a Messa tutti i giorni. P. Henry fu molto chiaro. La verità della presenza reale di Gesù nell'Eucaristia fece sì che ciò che a me sembrava imprudente e irresponsabile fosse la scelta migliore che potessi fare. Così feci. Il Signore mi spinse interiormente a scegliere Lui al di sopra di tutte le altre cose. Questo cambiò la mia vita radicalmente e, senza dar adito a dubbi, fu un passo fondamentale nel mio cammino verso di Lui.





